
Ci sono pattern che arrivano da un’idea precisa, e altri che nascono senza un vero programma, mentre sto disegnando e mi lascio guidare dal momento. Quello di novembre è nato così: da una volpe — anzi, da due — disegnate a mano in una di quelle giornate in cui il tavolo si riempie di fogli, matite, marker e prove colore sui margini.
La prima figura a cui ho pensato è stata una volpe con un bicchiere di vino sollevato, come se stesse celebrando qualcosa. Subito dopo è arrivata l’altra, acciambellata, tranquilla, completamente immersa nel suo mondo: il vino finito. Sarà stato il freddo, le ristrettezze alimentari (non posso bere in questo periodo) ma l’idea di un bicchiere di vino mi consolava.
Intorno a queste volpi è cresciuto l’intreccio di foglie e grappoli d’uva. È il punto in cui il disegno smette di essere un’illustrazione singola e diventa pattern: ripetizioni, simmetrie, piccoli incastri che ti obbligano a guardare tutto più da vicino.

La palette si è costruita da sola, tra viola intensi, aranci pieni e verdi smorzati che raccontano l’autunno senza diventare troppo prevedibili.
Quando ho iniziato a montare il modulo in digitale, le volpi sono diventate quasi dei personaggi teatrali dentro un vigneto immaginario. È la parte più tecnica del processo: equilibrare gli spazi, controllare i pieni e i vuoti, capire quando fermarsi. Una fase silenziosa, ma necessaria.
La stampa e la cornice sono state l’ultimo passaggio, quello in cui il progetto diventa reale. Passare dal file alla carta è sempre una piccola rivelazione: colori che cambiano leggermente, texture che si fanno più evidenti, la sensazione di avere tra le mani qualcosa che esiste davvero. Poi ho pensato che potesse essere un poster perfetto e infatti adesso è appeso alla parete della mia camera.



Ti ho lasciato qui un po’ di foto del processo, per mostrarti quanti passaggi utilizzo per arrivare ai miei pattern: adoro stratificare, creare texture e matericità al disegno e più è complicato il processo e più mi piace.
Novembre per me è stato così: colori pieni, un po’ di lentezza e la voglia di tornare a condividere non solo quello che realizzo, ma anche tutto quello che succede prima. Le volpi, i grappoli, gli intrecci: è da lì che nasce davvero questo pattern.
